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Via col vento

Via col vento

Il viaggio è proseguito senza intoppi lungo la costa orientale del Victoria. Abbiamo attraversato la regione delle Gippsland, fino al punto più meridionale d’Australia, il wilson promontory, dai locali chiamato semplicemente “il prom”. Si tratta di un parco naturale gigantesco e particolarmente incontaminato e selvaggio. Figuratevi che c’è una sola strada asfaltata alll’interno del parco, che si conclude a metà. Il resto è accessibile solo a piedi. L’idea era quella di raggiungere, appunto, l’estremità più remota d’Australia sulle nostre gambe, ma il meteto ci ha giocato un brutto scherzo, rovesciando acqua a catinelle e facendoci, quindi, cambiare meta.

Il fatto è che, dopo una breve occhiata al bilancio della cassa comune, abbiamo realizzato che qui occorre tirarsi su le maniche e lavorare di nuovo.

Siccome il nostro visto può essere rinnovato di un altro anno se si lavora per tre mesi in farm, abbiamo deciso di provare questa soluzione.

Non è che io abbia deciso di starmene due anni a zonzo, sia chiaro, ma nella vita non si sa mai, e poi è un’opportunità per provare cose nuove, conoscere gente da tutto il mondo e, soprattutto, mettere via due soldini senza avere il tempo di spenderli, visto che le farm sono in posti sperduti in cui non c’è nulla da fare.

Così, abbiamo abbandonato la costa, e ci siamo dirette nella Yarra Valley, regione vinicola nell’entroterra di Melbourne, pronte ad inforcare la vanga.

Come immaginavamo, tanti altri disperati come noi erano nello stesso posto con le stesse intenzioni e, in assenza di campeggi e ostelli, decine di viaggiatori come noi si erano accampati con tende, ford falcon, e van nel parcheggio sul lungo lago. Ci siamo unite al branco.

Ora, mamma e papà, non arrabbiatevi, lo so che ho promesso che avrei sempre dormito in strutture organizzate, ma la situazione qui era davvero quella di un campeggio.

Per farvi capire, innanzi tutto, devo raccontarvi un po’ della passione australiana per il barbecue. E’ semplicemente un’istituzione. Noi abbiamo l’aperitvo, loro il barbecue. In ogni negozio, supermercato, ecc. trovi qualcosa per grigliare, anche nel reparto carne ci sono le confezioni apposta per il bbq. La  cosa è talmente seria, che in ogni centro abitato ci sono dei giardini pubblici con almeno un barbecue a gas pubblico. Non importa quanto piccolo sia il paesino, come da noi anche nei borghi di tre case trovi la chiesa e la fontana, qui trovi il barbecue, accompagnato da tavolino con panchette in legno, e bagni pubblici, il più delle volte pulitissimi.

Il lungo lago offriva diversi tavolini coperti, bagni grandi e puliti, due barbeue e una doccia!!

Aggiungici un lago, un prato costellato di tende abusive, e la componente internazionale, ed ecco che sembra di essere in un campeggio vero e proprio.

Abbiamo cucinato come in un ristorante, e conosciuto un sacco di gente simpatica…ma ovviamente, era tutto troppo bello per essere vero.

Il tempo atmosferico non sembra darci tregua. Il ciclone ha impattato a nord, ma si è portato dietro tutta una bella scia di pioggia che, oltre ad aver bagnato le cose stese agli specchietti di mario, ha fatto straripare un paio di torrenti del paesello…e così, eccoci di nuovo in viaggio.

Siamo partite questa mattina e ci siamo dirette a Melbourne, dove staremo finchè non decidiamo come muoverci per la questione farm…

See ya

Wet Mad

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