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Che fichi!!!

Vi avevo promesso questo articolo tanto tempo fa e, anche se nel frattempo sono successe un sacco di cose che vi vorrei raccontare, ve lo devo.

Signore e sgnori, oggi si parla di FICHI!!!!

Eh no cari miei, il tanto ambito articolo sui surfisti è ancora lontano, per una serie di ragioni (tra cui Mario a terra) non ho ancora avuto l’occasione di trarre personale ispirazione. Oggi vi racconterò invece qualcosa sulla raccolta dei fichi!

In tre parole: Una Via Crucis.

E andata così: quando ancora eravamo a Mildura, dopo una settimana di disoccupazione, improvvisamente spunta dal nulla questo lavoro dal’apparenza meraviglioso, la cui paga raggiungeva ben 1.20$ per cesto! Non ce lo siamo fatto ripetere due volte, e dopo la sveglia alle 5, e un’ora di macchina, abbiamo raggiunto un’immensa piantagione di fichi, dove un certo Chris (un contracter di origini libanesi) ci ha spiegato il lavoro:

ci sono delle scatole di polistirolo da riempire di fichi, che vanno posizionati in ordine, altrimenti si schiacciano, e che non devono essere nè marci nè acerbi. Facile no?

No.

I maledetti fichi sono “dentro” l’albero, coperti di foglie, e tu devi raggiungerli con una mano sola. Sì, perchè con l’altra devi tenere la cassetta di polistirolo, che dopo un po’ comincia a diventare pesante, e perdi l’equilibrio perfetto che ti consente di mantenere tutti i fichi allineati..e loro cominciano a rotolare. Cosicché ti tocca sospendere la raccolta, posare la scatola in terra, e sistemarli tutti un’altra volta.

In tutto ciò devi fare molta attenzione a non lasciare il picciolo attaccato alla pianta. Cosa pressochè impossibile, visto che la maggior parte delle volte questo è minuscolo e si stacca con una sola occhiata.

Non è finita lì, la scelta della frutta da raccogliere è tutt’altro che di immediata intuizione..bisogna raccogliere solo la frutta..mm, diciamo..buona da mangiare domani o fra un paio di giorni, e lasciare quella troppo verde, o quella matura ( buona da mangiare oggi, o al massimo domani). Quest’ultima va sì raccolta, ma la devi gettare in terra per evitare che marcisca sull’albero. Il che mi ha creato non poco disappunto, tant’è che per la prima ora di raccolto ho fatto indigestione di fichi visto che, piuttosto che vedere tutto quel ben di Dio sprecato, me lo cacciavo in bocca invece di spiattellarlo al suolo.

In ogni caso non c’è speranza di arrivare su mercato, per i fichi maturi. Questo perchè ad ogni scatola riempita arriva lui: Il Selezionatore. Ti apre la scatola raccolta con tanta fatica ed esamina il frutto del tuo sudore con una perizia che neanche un commissario d’igiene. Sapete che fine fanno i poveri fichi buoni da mangiare oggi o al massimo domani mattina? Vengono scagliati con violenza e brutalità a terra, dove si spiaccicano esangui divenendo un tutt’uno col terreno. Uno spettacolo che ti strazia di per sè, oltre al fatto che la cassetta viene dimezzata, e con lei il tuo stipendio. Ovviamente vieni anche pesantemente caziato per i piccioli mancanti.

Dopo un po’ comunque ti abitui allo scempio (la razza umana si abitua a tutto, altrimenti non ci spiegheremmo la ragione per cui continuiamo ad ammazzarci tra di noi) e impari a raccogliere solo ciò che può essere mangiato non prima di domani o fra un paio di giorni.

Io e la Manu abbiamo anche elaborato un nuovo metodo di raccolta che ha lasciato tutti a bocca aperta. Illuminata dai miei scarsi studi economici, mi sono appropriata del metodo Henry Ford, ossia, la tanto celebrata catena di montaggio.

Semplice: uno regge la scatola, e l’altro raccoglie a velocità supersonica, munito di cesoia, così da non lasciare indietro neanche un picciolo.

Stavamo andando piuttosto bene, raccogliendo il doppio delle scatole nella metà del tempo, se non che, le foglie di fico per loro natura diabolica, sono ricoperte di una polvere particolarmente irritante che provoca, al contatto con la pelle, un’irritazione non indifferente. Stessa storia per il latte malefico che fuoriesce quando non riesci a staccare il benedetto picciolo.

Insomma, un dramma. Anche perchè, nonstante i guanti e le maniche lunghe, c’è spepre qualche fazzoletto di pelle esposto..cosicchè che dopo una giornata di lavoro sei ridotto come se avessi nuotato nell’acido.

Manco a dirlo, più di mezza giornata non siamo durate.

Ora devo scappare, ma presto vi aggiornerò con novità incredibili, che vi lasceranno col fiato sospeso!!!

A presto!!!

Mad..sempre più Mad!

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