Archivi del mese: agosto 2011

Carnarvon: catch a taste of the great life!

Come vi ho già detto, impacchetto pomodori e, se non ve l’ho già detto lo potete facilmente intuire, ogni giorno è uguale al precedente. A volte alla mattina alle 7 ho l’impressione di aver dormito lì.

Ieri però, è successo qualcossa: nella fabbrica dei pomodori è arrivata la televisione. Ho subito pensato che stessero girando un documentario sullo sfruttamento dei lavoratori, ma non era così. Praticamente, la “pro loco” di Carnarvon ha messo su uno spot pubblicitario per attirare più turisti in questa ridente cittadina di provincia n cui non c’è altro che campi coltivati.

Il titolo dello spot è, appunto, “catch a taste of the great life!” – assaggia la bella vita!-

Ma quale bella vita?? In assenza del reportage sul “neo-schiavismo”, vi do io qualche informazione a riguardo.

La “Fabbrica dei pomodori” è un grande capannone industriale, in cui i pomodori vengono smistati da una macchina, che li differenzia a seconda del colore e del peso, e li spara in degli scatoloni di cartone da 10 kg l’uno.

Il mio compito, e di un’altra quindicina di persone, è quello di prendere questi scatoloni impilarli su dei bancali, numerati a seconda della qualità dei pomodori.

E’ un lavoro semplice, ma il fatto è questa macchina ti spara sti pomodori nella scatola con una velocità tale, che devi letteralmente correre tra i bancali con scatole da 10 kg in mano. Questo per 10 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Il lato positivo è che ho perso 3 kg, manco a dirlo, tutti nelle tette, che sono praticamente sparite.

E’ come andare in palestra, sempre. Per quanto sia dura, dopo un po’ ci si abitua a tutto. La prima settimana la schiena mi faceva male anche da sdraiata, e le mie gambe erano ricoperte di lividi, poi la schiena si è sistemata da sola, i lividi se ne sono andati, e sono stai sostituiti da altri più recenti.

Al momento il problema è la tendinite al braccio destro, e il fatto che le mie mani stanno perdendo la pelle. Sembro Frankestein.

Spero di abituarmi anche a questo in breve tempo.

Tutto il lavoro, inoltre, viene svolto in locali che definire “insalubri” è dire poco. Non ci sono finestre nè impianti di areazione, e i muletti vanno avanti e indietro a spostare bancali, così che tutti i fumi di scarico vanno direttamente nei polmoni, uno spasso. Vi dico solo che le caccole del naso sono nere.

Non fate gli schifiltosi, lo so che nel vostro intimo ogni tanto vi scaccolate anche voi! 🙂

A lavorare lì, ovviamente, ci sono  solo stranieri..esatto, sto facendo la vita dei nostri immigrati.

Grande esperienza.

Lo scambio culturale che se ne può trarre, infatti, è impagabile. Io, ad esempio, ho imparato a dire “Cazzo di pomodori” in tutte le lingue:

Giapponese: kusò tomatò

Coreano: Shibar tomato

Cinese: Gan fanciè ( da non confondere con gan panciè, che vuol dire ” Cazzo di puttana”)

Olandese: Kut tomaten

Finlandese: Vitun tomaatit

Tedesco: Scheise tomaten

Insomma, sono una persona arricchita.

Le mie colleghe di lavoro preferite sono 3 ragazze irlandesi, che mi ricordano tanto le mie amiche in Italia. Ci ho messo un po’, ma alla fine sono entrata nel giro, e ora sono un po’ irlandese anch’io!

“Jesus Christ, give me an other fuckn’ beer! Can’t be arsed to go and get it by myself” 🙂 (questa non ve la traduco che è meglio)

Questo week end, in particolare, è stato all’insegna di San Patrizio. La “pro loco” ha infatti organizzato una super mega festa allo yacht club, a cui hanno partecipato tutti i personaggi di rilievo del paese. Prezzo d’ingresso: $100.

Io e Ale, ovviamente eravamo presenti. Lui ha lavorato nel catering, io e Roisin, una delle irlandesi, abbiamo approfittato del nostro fascino europeo e ci siamo fatte offrire il biglietto da due tizi.

Non vi dico la gioia di poter finalmente indossare di nuovo un vestito elegante e i tacchi a spillo! Stirare i capelli dopo quasi un anno di nodi indistricabili poi, è un’emozione che credo proverò di nuovo solo alla nascita del primo figlio.

Ale, da dietro il bancone, ci ha passato non so quante bottiglie di champage, c’era la band che suonava, io che ballavo, un tizio irlandese che si prendeva cura del fatto che io non cadessi per terra…insomma, ieri sera abbiamo davvero fatto la bella vita!

E non è finita, oggi, dopo 3 settimane, ho avuto day off a lavoro e, con tutta la comitiva, siamo andati alle corse dei cavalli.

Sempre la mitica pro loco ha organizzato un pulman gratuito per l’ippodromo, e lì, tra birre, cavalli e scommesse, ho passato una delle domeniche più belle della mia vita!

Ora devo scappare al supermercato prima che chiuda, alla prossima!

Irish Mad.

Viva la pappa col PoPoPo-Pomodoro!

Non sono impazzita, non preoccupatevi.

Non ancora.

Vi dico il perchè tra un momento, prima finisco il riassunto.

Nel minestrone di eventi narrati nel post scorso, mi sono dimenticata un punto  fondamentale. Vi ricordate di Ale? Ma sì, il mio amico cameriere conosciuto a Sydney… quello che mi ha insegnato a portare tre piatti alla volta! Ecco, lui! Mi ha raggiunto  a Perth!

E’ stato un pirata per due settimane, poi ha mollato gli ormeggi ed è partito verso nor. Nel mentre, io sono rimasta a crogiolarmi nella mia love story e negli appuntamenti dentistici per un altro mese.

Un giorno mi chiama, è a Carnarvon, un paesino 1000 km a nord di Perth (praticamente dietro l’angolo), e ha trovato un lavoro fantastico, che gli fa guadagnare un sacco di soldi, e che vale per il rinnovo del visto: impacchetta pomodori!

Non è finita, c’è lavoro anche per me, se lo voglio raggiungere.

Non mi sembrava vero. Il tempo qui vola che neanche ve lo immaginate, e io mi sono ritrovata all’ottavo mese in Down Under con solo 20 giorni di lavoro in farm sugli 88 richiesti dal ministero dell’immigrazione.

Ho lasciato Perth il 12 di luglio e, con Antonio, un amico genovese beccato qui (il mondo è proprio piccolo), abbiamo affittato una macchina e lasciato la capitale del Western Australia. Lui voleva fare un road trip per il suo compleanno, io avevo bisogno di un passaggio verso nord, ed entrmbi volevamo lasciarci alle spalle il freddo inverno di Perth.

Abbiamo fatto tappa a Monkey Mia, dove i delfini nuotano a riva e, superato il tropico del capricorno, ci siamo concessi una giornata di mare e sole a Coral Bay. Lì inizia il ningaloo reef, barriera corallina non tanto grande e famosa come la sua cugina orientale, ma altrettanto emozionante. Ho fatto snorkeing per la prima volta in tutta la mia vita, ed è stato da togliere il fiato.

Dopo la breve vacanzina Anto mi ha lasciato a Carnarvon, e se ne è tornato a Perth.

Ne frattempo, Alessandro aveva fatto un eccellente lavoro di spianamento di strada, e ha fatto sì che io entrassi a lavorare nello stesso posto in cui lavora lui…in pratica quando ha accettato la proposta a condizine che assumesse anche la sua “girlfriend” che doveva arrivare in un paio di settimane.

Evidentemente sto tipo era a corto di lavoratori, o ha preso Ale particolarmente in simpatia, tant’è che io il 16 di agosto ho iniziato ad impacchettare pomodori.

In quanto “Alexandro’s girlfriend”.

Il problema è che..come dire..tra Anjelina Jolie e Brad Pitt, Ale sceglierebbe Brad, ecco.

Quindi vi potete immaginare quanto sia arduo recitare la parte della coppietta ogni giorno! 😀

Ma veniamo al lavoro.

Impacchettare pomodori è un’arte nobile, che richiede capacità di meditazione ghandiane, conoscenze di pilats avanzate e tonicità muscolare superiore.

La capacità muscolare ti serve perchè devi correre per 10 ore al giorno, per 7 giorni su 7, con degli scatoloni da 10Kg in mano. Ho avuto oggi il primo day off in 3 settimane,

Le conoscenze superiori di pilates sono immancabili in quanto a fine giornata la schiena e le braccia sono talmente distrutte  che ne senti il richiamo anche da sdraiato. Ma con mezz’ora al giorno di esercizi posturali risolvi il problema.

Fondamentale, infine, è la meditazione. 10 ore al giorno sono lunghe da far passare, specialmente se fai 3 movimenti in tutto il giorno: prendi lo scatolone; lo scuoti per vedere se c’è qualche pomodoro imperfetto (in quel caso aggiungi un movimento al set, e prendi il pomodoro); e corri a metterlo su un bancale. Se riesci ad astrarti da tutto e a staccare la mente, 10 ore ti passano in un baleno.

Se non ci riesci, impazzisci e ti lecchi le ferite.

Io sono impazzita e mi sto leccando le ferite.

😀

Vi darò più dettagli sulla mia follia la prossima volta..ora mi butto a letto che domani la sveglia suona alle 5.30!

A presto!!

TomatoMad!