I crossed the nullarbor plain


Miei cari lettori, chiedo scusa per la prolungata assenza, e proseguo col racconto, tenete presente che si torna indietro con la memoria di un paio di settimane, e che alcuni ricordi sono un po’ sfocati…

Innanzi tutto non mi ricordo se vi ho già raccontato qualcosa del “Nullarbor Plain”.

Vi riassumo in breve: si tratta di una pianura desertica estesa per 1100 km dal South Australia al Western Australia, il cui nome deriva dal latino (Nullus arbor= alberi nu ghe nè), e in cui si estende il rettilineo più lungo al mondo: 144 km senza neanche una curva! Impressionante eh!

Durante il tragitto arbusti dell’altezza massima di 50 cm si susseguono con una monotonia disarmante, spezzata solo dalle roadhouse, che appaiono dal nulla ogni 100-200 km circa.

Le roadhouse sono una delle tante specialità australiane: un insieme di distributore della benzina (cara come l’oro), ristorante, negozio di alimentare, pezzi di ricambio, motel, e docce pubbliche.

Come da foto, sembra di essere nel farwest. Non solo per l’immagine che ci riporta indietro nel tempo, ma anche per i personaggi che si incontrano e per le storie che si ascoltano.

Lungo la strada, ad esempio, oltre ai soliti cartelli che ti ammoniscono circa il pericolo di attraversamento di canguri, ce ne sono alcuni che intimano di stare attenti ai cammelli! Ma cosa diavolo ci fanno i cammelli in Australia?

Tormentata dalla curiosità non ho saputo resistere dal chiedere al gestore di una di queste roadhouse (un gran tocco di gnocco, aggiungerei) se, sul serio, avesse mai visto un cammello da quelle parti, o se i cartelli siano solo un soggetto fotografico.

“Ebbene, ti sembrerà strano”- ha risposto il tocco di gnocco-” ma qui nei dintorni ci sono ben 3 allevamenti di cammelli”-ma dove???Che non c’è nulla???- “Un paio di anni fa c’era un cammellino che girava sempre qui intorno, era diventato la mascotte della roadhouse, i turisti ci si facevano fotografare insieme, e poi, un girono, il cammellino ha deciso di attraversare la strada, confidando nell’effetto ammonitore dei cartelli stradali, ma un camion, che probabilmente non pensava che davvero i cammelli potessero attraversare la strada in Australia, non gli ha prestato attenzione, e l’ha steso, proprio sotto il cartello.”

Ci sono rimasta di sasso.

Storie tristi a parte, attraversare il nullarbor è davvero un’esperienza memorabile, e dopo 3 giorni di macchina, e di notti passate nelle aree di sosta, abbiamo finalmente raggiunto la prima cittadina dopo migliaia di kilometri: Norseman ,dove al centro visitatori ti viene rilasciato un certificato che attesta che hai attraversato il Nullarbor in macchina!! Mi sono sentita un’eroina, e una sopravvissuta!!

Devo scappare, vi racconto il seguito al più presto!!

A presto!!

Nullarbor Mad

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2 risposte a “I crossed the nullarbor plain

  1. Il tuo host ad Adelaide

    Bene, complimenti! Si, di cammelli ce ne sono una palata qui in Australia, non fosse altro perchè all’inizio erano gli unici animali che attraversavano il deserto fra Coober Pedy e Darwin senza morire di sete… Anche il treno da qui a Darwin si chiama “Ghan” (shortening of Afghanistan) perchè i primi cammelli portati qui arrivarono dall’afghanistan Nord Occidentale (credo che Ronny ne abbia visti mentre era lì, anche se i tedeschi stanno più a Est).
    Cmq, ieri sera indovina chi c’era a cena? 😀 Sono andato a dormire felice come una Pasqua, ahahahahahaha!

  2. I cammelli sono di importazione. Alcuni animali che non appartenevano alla fauna locale originale hanno poi finito per creare problemi: per esempio i tanto carini rabbits introdotti dagli Europei nel 19* secolo stanno distruggendo alcuni tipi di alberi/piante. Anche i gatti non sono locali e infatti sono un pericolo per alcune tipi di uccelli che passano molto tempo a zompettare anzicche’ volare diventando facile preda. Ma la lista e’ lunga, a noi non rimane altro che dire che le lluvie di importazione ci piacciono e ce le teniamo 🙂

    PS: quanto sono scientifico 🙂

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