Natale a testa in giù


Ebbene sì, nonostante i 30 gradi, la spiaggia, e il sole battente, pare proprio che il 25 dicembre sia Natale anche qui.

Però, prima che vi racconti quanto sia strano incontrare gente sorridente augurare “A merry Christmas!” in costume da bagno, vi devo aggiornare sugli ultimi avvenimenti e sui mille stati d’animo che si sono susseguiti dentro di me.

Tutto è iniziato giovedì mattina. Ero in negozio, e per l’ennesima volta ero con un cliente cercando di vendere un vestito quando uno dei miei colleghi più anziani mi balza davanti e mi soffia l’affare..la scusa è sempre la stessa: io non ne so niente di vestiti da uomo, e se il cliente se ne accorge se ne va e noi lo perdiamo. Ok, ma allora insegnatemi! Ho ingoiato miliardi di pagine negli ultimi 5 anni, ho imparato ogni codice, ogni articolo, ogni comma..potrò ben imparare come si prendono le misure per accorciare un paio di pantaloni! “No. It takes time!” – Ci vuole tempo ed esperienza..ma esperienza di cosa??Tempo per cosa??-

Insomma, la frustrazione era alle stelle..una vocina ha iniziato a girare in testa..mi chiedeva chi me lo faceva fare di stare lì a recitare la parte della rimbecillita, mi ricordava chi ero e, soprattutto, mi ammoniva circa il grande pericolo di perdere tempo..tanto sforzo per finire l’università in 5 anni precisi, per poi finire a portare piatti sottopagata e a vendere magliette…

Poi però ho fatto tacere la vocina, dicendole che questo è il mio sogno che si sta realizzando, e che devo solo tenere duro un po’ per avere i soldi sufficienti a permettermi un periodo di viaggio puro.

L’avevo quasi convinta, quando alla sera mi chiamano dal ristorante.

Il manager mi aveva già chiamato qualche ora prima per dirmi che non avrei lavorato la sera stessa, ma che la sera di capodanno avrei dovuto presentarmi lì alle 14.30 perchè c’era da preparare tutto. Nessun problema, ho cambiato gli orari al negozio e mi sono preparata per una serata off.

Insomma, il manager mi richiama e mi dice che c’è stato un cambiamento di programma, e che non avevano più bisogno di me la sera di capodanno. Ci saremmo risentiti nell’anno nuovo per i week end.

Non ci ho più visto. Tutti i codici, articoli e commi macinati in questi anni sono esplosi in un’immagine molto chiara: “sfruttamento del lavoratore, parte debole contrattuale”.

Gli ho fatto ben presente che a me la storia della “cancellazione improvvisa del programma” non me la davano a bere, che se avevano intenzione di licenziarmi lo dicessero chiaro e tondo, e che, comunque, era altamente poco professionale, per non dire illegale, lasciare a casa un lavoratore senza preavviso, per di più a una settimana da capodanno , quando ormai è impossibile trovare un altro impiego. Ho aggiunto che tanto a loro non poteva interessare, perchè tanto loro nell’illegalità ci sguazzavano. Dalle decine di camerieri e cuochi non in regola,pagati dai 9 ai 12 dollari l’ora, quando il minimo sindacale australiano ‘ 15 $, ai  turni di  10, 11 ore senza pausa, a volte senza mangiare. Senza contare che ancora io li devo vedere i soldi delle 2 settimane passate (qui la retribuzione è settimanale), con tanto di mance arretrate.

Per concludere ho gentilmente fatto presente che a me essere presa in giro non piaceva proprio, che ad andare all’ufficio tasse e denunciare la situazione io rischiavo solo l’espulsione per aver lavorato in nero, che loro avevano molto di più da perdere.

Insomma, non mi sono risparmiata.

Ho passato la mia prima serata libera dopo 2 settimane in preda ad una crisi isterica. La vocina che avevo messo a tacere è tornata a farsi più forte, e a tutte le questioni precedenti aveva aggiunto il non irrilevante particolare che ero riuscita a farmi sfruttare da degli italiani in Australia. Le premesse non erano certo le migliori. E ancora dubbi sulla mia scelta, su tutto.

Alle seghe mentali si è aggiunta una malinconia straziante data dall’assenza del Natale.

Il Natale è la mia festa preferita fra tutte le feste. Ho sempre adorato le illuminazioni nelle strade, la ricerca sfrenata dei regali, le bancarelle,il panettone, l’albero, il presepe, le cene tra amici e,soprattutto, il pranzo e la cena di Natale con la mia famiglia.

L’idea di non avere il Natale   mi ha dato un senso di vuoto che mai avei immaginato di provare. Per la prima volta da quando sono qui mi sono sentita davvero sola e spaesata.

Così ho passato la sera della vigilia in una condizione di limbo, di non vita, di non Natale. (C’è la  possibilità che mi si siano anche leggermente inumiditi gli occhi ma, ovviamente, io lo negherò sempre).

Date le premesse non mi aspettavo molto dalla giornata di oggi, Natale appunto.

Sono uscita di casa molto presto e, in una Sydney insolitamente deserta e silenziosa, con la Manu (una ragazza di Firenze conosciuta qui) e un altro ragazzo, sono salita su un treno vuoto. Destinazione Cronulla, una spiaggia ad un’ora a sud di Sydney.

Sarà che davvero il sole e il mare sono sempre la migliore medicina contro la malinconia, ma appena mi sono tuffata nell’oceano mi sono sentita rinascere.

La spiaggia di Cronulla è bellissima. E’ lunghissima, ma soprattutto, ci sono le dune di sabbia! Ci è voluta una mezz’oretta di cammino , ma alla fine le abbiamo scalate, sembrava davvero di essere nel deserto. Eravamo ad un’ora dalla città, eppure lontani da tutto. Splendido.

Sulle dune ho riscoperto il motivo per  cui sono qui.Voglio girare e viaggiare per questo paese meraviglioso, con una natura ancora in grado di imporsi sulla civiltà, che sbuca fuori quando meno te lo aspetti. Finalmente, dopo tanto tempo, ho avvertito di nuovo il brivido dell’avventura. E’ proprio dietro l’angolo, manca poco.

Ah, ho anche preso un gelato da un carretto dei gelati, di quelli che si vedono nei film. E l’omino che ci lavorava dentro (un greco di nome Tim, che mi ha augurato ogni bene, e che alla fine ha offerto il gelato a tutti e tre) metteva la granella di nocciola sul gelato con le mani! Zozze, ovviamente! 😀

Mi sono tornati in mente ricordi felici di alcuni tacos recuperati su una superstrada di Città del Messico, e mi è tornato il sorriso.

Ho anche quasi sentito l’atmosfera del Natale…ora sono a casa che mi ascolto “So this is Christmas, war is over” ( o come si chiama) e sorrido.

Alla prossima,

MADdy Christmas

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3 risposte a “Natale a testa in giù

  1. povera piccola mia.. tu sai che io al contrario di te detesto ordinariamente il natale, ma quest’anno senza di te è stato ancora peggio..il mio umore sotto le scarpe! Anche se cerco di far finta di niente, anzi di mostrarmi orgogliosa per il coraggio e l’intraprendenza della mia “bambina”, mi manchi tanto, ci manchi tanto, e sono in pena al pensiero che tu possa non stare bene o ficcarti in qualche guaio.. Per quanto riguarda le esperienze lavorative, seppur spiacevoli e umilianti, ricorda che per te sono una palestra di vita e che per milioni di persone sono la quotidianità alla quale neanche volendo possono sfuggire..ricorda che anche se lontana hai una famiglia che ti vuole bene e ti sostiene..e ti aspetta per festeggiare alla grande il prossimo natale! Dai,dai dai! Dai che ce la fai..(canzoncina..) Un bacio grande grande

  2. “Sei stata educata a scuola in una classe e non er i che una pecora del gregge. Ti hanno insegnato gli element i generali del sapere e t i è stato insegnato “come imparare”. Ora spetta a te come individuo, di andare avanti e di imparare da solo quelle cose che daranno più forza al tuo carattere e ti
    permetteranno di r iuscir e nella vita facendo di te un uomo”. Lord Baden Powell
    io concluderei dicendo “facendo di te una vera Donna!”
    Marta Be strong!
    Noi ti pensiamo e ti siamo vicini!!!

  3. We! Pure io ho passato un Natale deprex, ma la spiaggia ha guarito anche me. Sul modo di fare degli Aussie… Alle volte devi andare a muso duro e vedere chi pesta più forte! 😉
    L’unica cosa che ti posso dire è che ho avuto anche io giorni come i tuoi in negozio: soprattutto perchè non ho mai lavorato in una fattoria e qui fanno tutti in maniera diversa! 🙂
    E poi… Be’, la prossima volta che vuoi lavorare come cameriera, non mentire, ma dì la verita! 🙂
    Stammi bene e buon anno!

    Edo

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