Quotidianità


Non ho più aggiornato il blog perchè, in effetti, da quando ho ottenuto il lavoro al ristorante, non è più successo niente di memorabile. O meglio, le giornate sono talmente piene che scorrono veloci una dopo l’altra senza lasciare il segno.

Sembra però che il mio blog abbia qualche fan, e siccome sono stata coperta di lusinghe ed esortazioni a scrivere un nuovo articolo, eccolo qua. Vi parlerò della monotonia delle mie giornate, l’avete voluto voi! 🙂

Iniziamo con la situazione casalinga:

Ho imparato il nome di quello che vive nel salotto e anche quello di un altro tizio della casa, gli altri due uomini per me rimangono soprammobili.

Tra le mie coinquiline una sola mi è davvero simpatica. E’ una ragazza di Parigi, bellissima, e usicre con lei è una garanzia: chiunque ci offre da bere!!E la cosa figa è che essendo tutti concentrati su di lei, io non ho basti, e mi becco i drink! Mica male eh!!

L’altra francese è inquietante. A volte parla, a volte no. Nel senso che tu le parli e lei ti guarda ed emette un gemito. Mah.

Ma, a proposito di versi, quella che sopporto di meno è l’australiana. Sembra un animale. ancora non ho deciso che animale, ma potrebbe tranquillamente essere un incrocio tra un panda gigante e una mucca. Si, perchè muggisce. Giuro! E ha un accento che ricorda quello bergamasco..e una voce roca che mette i brividi. Mi irrita, ecco. Ovviamente anche lei non mi può vedere. C’ è una piccola battaglia di dispettucci in corso..

Ma veniamo al primo lavoro: il negozio di abbigliamento.

Il mio collega preferito è un giapponese con un background londinese. E’ convinto di essere chic solo perchè ha vissuto in Europa, ma gira con un orologio d’oro giallo con diamanti incastonati..ne vogliamo parlare???Ma io lo adoro: un giorno c’era un cliente un po’ rompiballe, di quelli che ti fan tirare giù tutto e poi non comprano niente..il giappo arriva da me e mi fa, in perfetto italiano: CAGACAZZO! Idolo!!

Ok, vi state annoiando. Vi parlerò allora del ristorante, tanto per fare un po’ di audience (si scrive così?)

Sono letteralmente negata. Non ho ancora capito bene come funzionano i numeri dei tavoli, tanto che ogni sera, prima di iniziare, mi disegno la mappa della sala su un blocchetto con tutti i numeri e i posti. Ma fosse solo quello.

Portare i piatti in maniera decente  è praticamente impossibile, tanto che ho subito rinunciato all’utopia delle tre portate alla volta..mi limito a due, a volte anche una..tant’è che il manager una volta si gira e mi fa: “Marta it looks like you are carring on Gesus Crist!” Volevo morire.

La sfida maggiore è, ovviamente, costituita dalla delicata operazione del versare il vino. Un incubo. Non ne ho ancora azzeccata una, ogni tentativo si risolve in una macchia sulla tovaglia immacolata, tant’è che lo stesso manager di cui sopra mi ha interdetto dal servizio del vino rosso. E per sottolineare la cosa, ha indicato un decanter e ha detto: “lo vedi quello? Per te è un soprammobile!”

Duro colpo alla mia autostima.

Un altro momento di panico è costituita da quando escono mille piatti tutti insieme, tutti sfrecciano sicuri verso il tavolo destinatario, mentre io me ne sto lì, a cavallo di una crisi respiratoria, che cerco di decifrare la mia mappa prima che qualcuno se ne accorga e mi copra di insulti.

Che vita.

Ma non pensate che io non abbia escogitato un piano di fuga..dovete sapere che in ogni ristorante che si rispetti, le posate e i piatti vengono lucidati con acqua calda e alcol, uno a uno, dopo essere stati lavati. Ebbene, quella che potrebbe sembrare la più tremenda delle punizioni, è diventata la mia salvezza. Appena passato il momento di punta, mi chiudo nel retro con le mie posate. La mia tana! Nessuno che sclera e, soprattutto, nessun rischio di dover versare il vino!Perfetto!

In tutto questo però devo dare una lode agli australiani. Non si lamentano mai, neanche quando gli innaffio la tovaglia di vino, o gli porto il dessert senza aver tolto i fagiolini dal tavolo. Basta un sorriso ed è tutto a posto. Addirittura sta sera una signora si è complimentata con me per l’ottimo servizio (Eh???) e quando si è alzata mi ha abbracciata!

Sono queste le cose che, nonostante tutto, mi fanno pensare che forse ho fatto davvero bene a venire in questo paese.

Vi avevo avvisato che questo post non sarebbe stato particolarmente avvincente, ma, cosa vi potete aspettare dopo 16 ore di lavoro no stop?

Alla prossima!

Mad, the cuttlery queen.

 

 

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11 risposte a “Quotidianità

  1. smart!!! hai vissuto con il Gufo!!! una piccola pandiforme australiana non ti sconfiggerà!!!!!

  2. Moglie mia…il mio silenzio sul blog, nonostante abbia seguito passo passo tutti i tuoi aggiornamenti,doveva essere necessariamente interrotto dopo l’ultima pubblicazione……due sono stati i richiami che mi hanno fatto palipitare il cuoricino da moglie abbandonata: 1) i dispettucci alla mupanda (mucca+panda) australiana; 2) la quiete della tua TANA al ristornate!
    Oh smart quanto mi sono immedesimata nel tuo rintanamento…ora capisci davvero quanto sia meravigliosa la quiete in un metro quadrato di spazio, lontano dagli schiamazzi, sola con le torte (nel tuo caso posate).
    Tutto ciò che posso consigliarti è di rimanere nel tuo rifugio segreto e diemanticato da di il più tempo possibile e di aumentare il ritmo dei dispettucci! La Mupanda, solo a sentirla descrivere, irrita anche me! quindi…carry on!
    Un bacio immenso e un abbraccio fortissimo

    • Moglie mia!!!Non puoi capire, sta sera mi hanno stanata!!Mi han messo a fare i bicchieri, al bar, in pieno casino..e le mie adorate posate sono state assegnate ad uno che, ovviamente, non le ha fatte brillare come avrei fatto io!

  3. E te parli di quotidianità???
    Prova ad immaginarti la mia vita a Bundaberg … bello il nome, eh? Pensa il posto! Un incubo … in più non si lavora tutti i giorni … e la mia massima aspirazione è essere promosso in stoccaggio e pulire i meloni, pelare le patate e togliere i semi dalle zucche! Per il momento solo raccolta pumpkins!
    Una francese te l’avevo detto che era acidina … l’altra uno spettacolo … salutamela!

    Saluti dal Queensland!

  4. Ehi! Sono uno del forum tripaustralia.com… Ho visto in link e mi sono fatto un giro sul sito, simpatico!
    Quando hai tempo, vieni a scrivere sul forum come mai sei capitata qui in Australia: il perscorso è Indice » Australia » Argomenti Generali sull’Australia e l’argomento DITECI DI VOI…
    Ad ogni modo, don’t give up! Le aussie alle volte sono degli animali e le tipe con cui sono uscito hanno il rutto libero fantozziano quando bevono birra… 😉

    Edo

  5. A Marta invece la birra non piace,figuriamoci il rutto…..sempre la solita formalotta imbalsamata

  6. Sorella sei una meraviglia!come sempre del resto..
    ogni volta che leggo il tuo blog mi sento sempre più orgogliosa di te! Vai avanti per la tua strada,ci stai davvero riuscendo..stai realizzando il tuo sogno..
    Mi manchi tanto..un bacio enorme!

  7. Hey Sister volevo augurarti solo un buon Natale anche se sei dall’altra parte del Mondo. Forse sentirai un pò la mancanza di casa domani o forse sarà solo aria nuova, aria di cambiamento… chissà se stai scrivendo qualcosa sul diario di bordo che ti abbiamo regalato..magari domani sarà il giorno giusto per trovare ispirazione…per sentirsi così un pò più vicini a casa.
    Divetiti e tanti auguri… Silvia e Fabri

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