Come vi ho già detto, impacchetto pomodori e, se non ve l’ho già detto lo potete facilmente intuire, ogni giorno è uguale al precedente. A volte alla mattina alle 7 ho l’impressione di aver dormito lì.
Ieri però, è successo qualcossa: nella fabbrica dei pomodori è arrivata la televisione. Ho subito pensato che stessero girando un documentario sullo sfruttamento dei lavoratori, ma non era così. Praticamente, la “pro loco” di Carnarvon ha messo su uno spot pubblicitario per attirare più turisti in questa ridente cittadina di provincia n cui non c’è altro che campi coltivati.
Il titolo dello spot è, appunto, “catch a taste of the great life!” – assaggia la bella vita!-
Ma quale bella vita?? In assenza del reportage sul “neo-schiavismo”, vi do io qualche informazione a riguardo.
La “Fabbrica dei pomodori” è un grande capannone industriale, in cui i pomodori vengono smistati da una macchina, che li differenzia a seconda del colore e del peso, e li spara in degli scatoloni di cartone da 10 kg l’uno.
Il mio compito, e di un’altra quindicina di persone, è quello di prendere questi scatoloni impilarli su dei bancali, numerati a seconda della qualità dei pomodori.
E’ un lavoro semplice, ma il fatto è questa macchina ti spara sti pomodori nella scatola con una velocità tale, che devi letteralmente correre tra i bancali con scatole da 10 kg in mano. Questo per 10 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Il lato positivo è che ho perso 3 kg, manco a dirlo, tutti nelle tette, che sono praticamente sparite.
E’ come andare in palestra, sempre. Per quanto sia dura, dopo un po’ ci si abitua a tutto. La prima settimana la schiena mi faceva male anche da sdraiata, e le mie gambe erano ricoperte di lividi, poi la schiena si è sistemata da sola, i lividi se ne sono andati, e sono stai sostituiti da altri più recenti.
Al momento il problema è la tendinite al braccio destro, e il fatto che le mie mani stanno perdendo la pelle. Sembro Frankestein.
Spero di abituarmi anche a questo in breve tempo.
Tutto il lavoro, inoltre, viene svolto in locali che definire “insalubri” è dire poco. Non ci sono finestre nè impianti di areazione, e i muletti vanno avanti e indietro a spostare bancali, così che tutti i fumi di scarico vanno direttamente nei polmoni, uno spasso. Vi dico solo che le caccole del naso sono nere.
Non fate gli schifiltosi, lo so che nel vostro intimo ogni tanto vi scaccolate anche voi!
A lavorare lì, ovviamente, ci sono solo stranieri..esatto, sto facendo la vita dei nostri immigrati.
Grande esperienza.
Lo scambio culturale che se ne può trarre, infatti, è impagabile. Io, ad esempio, ho imparato a dire “Cazzo di pomodori” in tutte le lingue:
Giapponese: kusò tomatò
Coreano: Shibar tomato
Cinese: Gan fanciè ( da non confondere con gan panciè, che vuol dire ” Cazzo di puttana”)
Olandese: Kut tomaten
Finlandese: Vitun tomaatit
Tedesco: Scheise tomaten
Insomma, sono una persona arricchita.
Le mie colleghe di lavoro preferite sono 3 ragazze irlandesi, che mi ricordano tanto le mie amiche in Italia. Ci ho messo un po’, ma alla fine sono entrata nel giro, e ora sono un po’ irlandese anch’io!
“Jesus Christ, give me an other fuckn’ beer! Can’t be arsed to go and get it by myself”
(questa non ve la traduco che è meglio)
Questo week end, in particolare, è stato all’insegna di San Patrizio. La “pro loco” ha infatti organizzato una super mega festa allo yacht club, a cui hanno partecipato tutti i personaggi di rilievo del paese. Prezzo d’ingresso: $100.
Io e Ale, ovviamente eravamo presenti. Lui ha lavorato nel catering, io e Roisin, una delle irlandesi, abbiamo approfittato del nostro fascino europeo e ci siamo fatte offrire il biglietto da due tizi.
Non vi dico la gioia di poter finalmente indossare di nuovo un vestito elegante e i tacchi a spillo! Stirare i capelli dopo quasi un anno di nodi indistricabili poi, è un’emozione che credo proverò di nuovo solo alla nascita del primo figlio.
Ale, da dietro il bancone, ci ha passato non so quante bottiglie di champage, c’era la band che suonava, io che ballavo, un tizio irlandese che si prendeva cura del fatto che io non cadessi per terra…insomma, ieri sera abbiamo davvero fatto la bella vita!
E non è finita, oggi, dopo 3 settimane, ho avuto day off a lavoro e, con tutta la comitiva, siamo andati alle corse dei cavalli.
Sempre la mitica pro loco ha organizzato un pulman gratuito per l’ippodromo, e lì, tra birre, cavalli e scommesse, ho passato una delle domeniche più belle della mia vita!
Ora devo scappare al supermercato prima che chiuda, alla prossima!
Irish Mad.






